Vermouth

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Moderno però dalla sfumature vintage, vecchio ma non dimenticato, al massimo caduto nell’oblio della memoria per qualche decennio, il vino liquoroso made in Italy principe degli aperitivi ma nato come digestivo nel 1786, dentro la liquoreria di Piazza Castello a Torino per mano di Benedetto Carpano, sta vivendo un grande ritorno grazie al successo dei vermouth artigianali.

Il nome arriva dal tedesco wermut che indica l’artemisia, erba medicinale molto diffusa in Piemonte, ingrediente principale insieme alla genziana.

Per vermouth intendiamo un prodotto composto per il 75% da vino, aromatizzato con un’infusione di alcol, zucchero, spezie e diverse botaniche (gli elementi utilizzati per aromatizzare).

Immancabile l’assenzio, spesso presenti cannella, cardamomo, china, coriandolo, fave tonka, marrobbio, noce moscata, rabarbaro, vaniglia e chissà quante altre (si arriva a oltre 40 botaniche).

In genere erbe e spezie rimangono a macerare per un mese, poi l’estratto viene miscelato all’alcol e unito al vino. Dopo altri 6 mesi il vermouth è pronto.